LE FAVOLE DEL NONNO La Principessa e il Brigante Lara era una bambina di dieci anni, aveva capelli fini e biondi, occhi azzurri e una corporatura snella e minuta. Era la figlia del sindaco del paese e abitava in un castello in cima alla collina ai piedi della quale si estendevano le abitazioni dei cittadini, in prevalenza pescatori, di fronte al mare azzurro. Sua madre era morta quando aveva cinque anni, ma l'affetto del papà e di tutti gli abitanti avevano in parte compensato quella dolorosa perdita. - Lara, bellina, vuoi assaggiare questi dolcetti? - Lara, vieni a giocare con noi? - Principessa, vorremo che tu e tuo padre veniste a cena da noi! Già perché tutti ormai chiamavano Lara la Principessa oppure la Principessina, per quel suo portamento elegante e gentile. Doro era un bambino di nove anni, capelli neri, occhi scuri e viso abbronzato dall'aria molto sveglia e vispa. Era figlio di pescatori, ma i suoi genitori in una notte di burrasca non erano più tornati e di lui si erano occupati gli zii. Girava per il paese con una cesta piena di pesci appena pescati: tutti volevano bene anche a lui anche se qualcuno si era lamentato perché aveva richiesto più soldi di quello che valeva il pesce che vendeva. Quando non andava a pesca con gli zii, amava tuffarsi nelle acque limpide del mare e cercare in profondità delle conchiglie bellissime. Con gli amici raccontava delle sue avventure marine: qualche volta però esagerava con le storie di draghi, piovre ed altri mostri. - Doro, ci racconti di quel giorno che hai ucciso il pescecane!!! - Doro, perché non mi insegni a pescare le conchiglie!!! - Brigante, il pesce che mi hai venduto ieri non era molto buono. Già perché quasi tutti ormai chiamavano Doro con il soprannome di Brigante e lui ne era fiero. Una sera d'estate, mentre faceva il bagno davanti ad un isolotto di scogli, vide la Principessa che stava sdraiata a prendere il sole. Le parve bellissima, con il sole che le filtrava tra i capelli, e si tuffò nel profondo del mare per prendere qualcosa che aveva già intravisto. Era una conchiglia grande e colorata, con i riflessi di color del mare, e trionfante la offrì alla bambina. Lara gli sorrise e si tuffò nel mare azzurro e insieme nuotarono a lungo, divertendosi ad andare a frugare nei fondali, per vedere i pesci variopinti e le conchiglie più grandi. La sera in quel tratto del mare i due ragazzi si ritrovavano spesso e i pescatori di passaggio li guardavano sorridendo. Un giorno il Brigante si avvicinò alla Principessa con una piccola barchetta a vela, che usava anche per andare a pescare. - vieni a vedere i delfini? a quest'ora ce ne sono tanti ed è bello vederli giocare nella scia della barca. Lara non si fece pregare e insieme, dalla barca risero molto nel vedere quei bellissimi animali che saltavano fuori dall'acqua. Doro aveva portato dei pesciolini e insieme li davano ai delfini che arrivarono anche a prenderli dalle mani della Principessa. Improvvisamente sentirono un gran colpo sulla chiglia della barca, i delfini sparirono e comparve un grande pesce: era l'Orca Assassina, di cui tutti i pescatori narravano le imprese nefaste. Lara si spaventò molto, ma Doro le fece coraggio e impugnò l'arpione che teneva nel fondo della barca. - non aver paura, ti difenderò io!!! Ma l'Orca Assassina, con un colpo di coda rovesciò la barchetta e si lanciò sul Brigante, per azzannarlo. Il Brigante, allora, le cacciò l'arpione nella gola e dopo una lunga lotta l'Assassina se ne andò ferita. Doro allora cercò Lara e quando la vide svenuta la caricò faticosamente sopra un pezzo di legno ed anche lui perse i sensi. In paese intanto tutti si accorsero che Lara non era tornata e qualcuno, che l'aveva vista allontanarsi sulla barca di Doro, cominciò a dire che il Brigante l'aveva rapita. Tutti i pescatori misero in mare le loro barche per cercare i due ragazzi, ma il mare si era gonfiato e, dopo molto tempo, trovarono solamente il Brigante che, aggrappato ad un pezzo della barca, non dava segni di vita. Lo portarono a riva e, prima che si riprendesse, lo condussero davanti al sindaco del paese, che era il padre di Lara, che ordinò che fosse messo in catene. Hai rapito la Principessa! - gli dicevano tutti - e l'hai fatta morire. Invano Doro cercò di raccontare quello che era successo. Il sindaco chiamò un Giudice della città vicina che sentenziò: - per quello che ha fatto, Doro deve essere messo in prigione per il resto della vita! Doro era disperato non per la pena che gli era stata inflitta, ma perché credeva che la Principessa fosse morta nel mare e diceva: - se lei è morta voglio morire anch'io! Intanto nel mare azzurro, i delfini che erano fuggiti all'arrivo dell'Orca, tornarono indietro e trovarono Lara svenuta sopra un pezzo di legno che galleggiava. Subito afferrata una cima che pendeva, cominciarono a tirare verso la riva sino a quando i pescatori la videro. La Principessa stava molto male per il freddo patito nel mare e per lungo tempo stette tra la vita e la morte. Tutti pregavano per lei ed anche Doro si disperava nel timore che morisse. Per fortuna Lara si riprese e appena fu in grado di parlare chiese: - dov'è il Brigante? il mio salvatore? è stato lui a cacciare l'Orca Assassina!. Allora tutti capirono che quello che aveva raccontato Doro era la pura verità. Il Giudice ordinò che fosse liberato e il Sindaco lo accolse in casa sua come un eroe. La Principessa guarì rapidamente, abbracciò il suo salvatore. Tutto il paese fece festa per averli ritrovati. Da quel giorno il mare azzurro vide tutte le sere due ragazzini giocare tra le sue onde, felici e ridenti come i raggi del sole. Ma la storia non è ancora finita.... .... .... (il seguito ai prossimi giorni) |



- Nonno, ma come prosegue questa favola? Chiese a questo punto Ilaria. - Tu come vorresti che vada a finire? Manca qualcosa? - Io non lo so, ma certamente mi sembra che la storia della principessa e il Brigante, non possa concludersi in questo modo. - Vediamo: i due ragazzi ormai sono felici e vivono la loro giovinezza in modo sereno e senza pensieri. Ma la Principessa ha dei genitori molto ricchi, abita in un bel castello e veste in modo elegante, ha dei gioielli. Il Brigante è un piccolo poverissimo pescatore, senza genitori, che dorme in una capanna di foglie in riva al mare e veste con un solo abito romai da molto tempo. - Ma è possibile che la ricchezza o la povertà possano dividere due persone che si vogliono bene? - Certamente non dovrebbe essere possibile, ma prima o poi entrambi avvertiranno questa diversità di condizioni e allora…. Già adesso vedo che gli abitanti del paese li guardano in un certo modo e pensano che la storia non potrà andare avanti così- - Ma allora cosa possiamo fare? - Finire la favola con un bel finale che accontenterà tutti. Disse il nonno e riprese a raccontare. Un bel giorno si vide in lontananza avvicinarsi un grande battello ornato a festa. La gente del paese si preparò a ricevere gli ospiti e sulla banchina si fece trovare anche il Sindaco, il padre di Lara, con i suoi vestiti più belli. Dalla nave sbarcarono un uomo ed una donna, elegantemente vestiti, con dei grandi cappelli variopinti e, dopo un primo momento di incertezza, con grande sorpresa tutti riconobbero in loro il padre e la madre di Doro, che avevano solamente i capelli più bianchi per il tempo trascorso. Doro corse ad abbracciarli e insieme piansero a lungo, mentre la madre accarezzava i capelli neri del piccolo, mormorando parole di amore. Il Sindaco ordinò una grande festa e la sera, al lume delle fiamme dei bracieri accesi, i genitori del Brigante, raccontarono la loro storia. In realtà non erano periti in un naufragio, ma durante una battuta di pesca un battello di pirati li aveva rapiti e fatti prigionieri erano stati venduti come schiavi ad alcuni proprietari terrieri in un paese al di là del mare. Grande era stata la loro sofferenza, pensando soprattutto al piccolo figlio che forse non avrebbero più rivisto. Ma nell’intervallo del lavoro dei campi a cui erano stati destinati, si accorsero che nella nuova terra, che pure dava sul mare, nessuno possedeva una barca e praticamente nessuno andava a pesca tanto che il pesce non era conosciuto nelle tavole dei loro padroni. Passato lo sconforto, utilizzando del legname dei loro padroni cominciarono a costruire una scialuppa, e, con meraviglia di tutti, fecero vedere come si potesse andare sul mare e come si faceva a pescare i pesci di cui quel mare era straordinariamente ricco. I loro padroni, che erano dei buoni signori, li incoraggiarono nell’impresa e, con il loro esempio e i loro insegnamenti, il popolo dedito solamente all’agricoltura ed alla pastorizia, imparò rapidamente a costruire le barche e ad andare per mare. Oltre ai prodotti della pesca, la gente del luogo scoprì le possibilità del commercio con gli altri abitanti delle terre che si trovavano al di là di uno stretto lembo di mare. Con le barche potevano portare e vendere i frutti della terra e riceverne in cambio pelli e animali che non avevano mai visto. Tutti furono molto riconoscenti ai due stranieri e i loro padroni donarono loro la libertà che avevano sempre agognata e, con la loro intraprendenza, con il commercio e la costruzione delle barche, i genitori di Doro misero da parte una discreta fortuna. Ma il pensiero era sempre rivolto al loro figlio che non vedevano ormai da anni e cominciarono a pensare ad intraprendere il viaggio per ritornare a casa. Quando giunse il tempo della loro partenza, su di una barca che avevano appositamente costruito, tutti gli abitanti del villaggio erano venuti a salutarli e a portare loro ricchi doni perché si ricordassero di loro. Dopo il racconto, il padre di Lara volle che rimanessero ospiti del castello e subito dopo fu costruito a fianco un palazzo in cui Doro e i genitori andarono ad abitare. Così il Brigante potè lasciare il misero vestito che indossava e la capanna che lo aveva ospitato e tutto il paese cominciò a considerarlo come colui che avrebbe sostituito il Sindaco, ormai vecchio, insieme alla sua bellissima principessa……… - Ti è piaciuto il finale? - Certamente nonno, forse avrei preferito che fosse stato Doro a conquistarsi la ricchezza con le sue mani. - Ma allora non sarebbe stato necessario fare ritornare i suoi genitori e lui sarebbe rimasto orfano per tutta la vita. - E’ vero, mi sarebbe anche piaciuto che Doro e Lara fossero partiti insieme per cercare i genitori. - Ma allora il Sindaco e sua moglie avrebbero perso la loro unica figlia. Penso che così come è finita la storia, tutti siano rimasti contenti. Quale episodio ti è piaciuto di più? - La battaglia di Doro con l’Orca assassina, ma anche la scena dell’incontro con i genitori al loro ritorno. Piuttosto nonno, è vero che Doro assomiglia al mio fratellino Edoardo? - Forse, perché anche lui è un brigante….. - Scriverai allora anche un’altra favola in cui la protagonista assomiglierà a me? - Penso proprio di si e forse si chiamerà proprio Ilaria!!! (alla prossima) |


torna all'indice |